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Comune di San Pellegrino terme


 
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Premio Nazionale di Poesia CITTA' DI SAN PELLEGRINO TERME

Il Premio dal 1946 al 1950

Tra i "miti" letterari del dopoguerra non hanno mai smesso di comparire due manifestazioni sampellegrinesi: il Premio Nazionale di Poesia e gli Incontri Letterari. Ancora qualche mese fa su una rivista italiana di larga diffusione, in occasione del centesimo anniversario della nascita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il critico Giorgio Calcagno iniziava il suo servizio con queste parole: "Nel luglio 1954, a San Pellegrino Terme, dieci famosi scrittori italiani aspettavano dieci sconosciuti scrittori..." Ancora di San Pellegrino si parlò diffusamente rievocando la figura e l'opera di Padre David M. Turoldo, che ha mosso i suoi primi passi di poeta proprio qui in questo luogo preciso.

Il Premio Nazionale di Poesia nacque nell'immediato dopoguerra per rispondere alla crisi della poesia italiana, per indicare vie nuove, moderne, contemporanee, superando le esperienze ermetiche e surrealiste e ogni tentativo di acritica ripresa di modelli stranieri. Promotore di questo premio, accanto all'allora Sindaco di San Pellegrino il prof. Gian Pietro Galizzi, fu Lionello Fiumi, con i suoi collaboratori don Andrea Spada e Alberico Sala, attraverso la nuova rivista internazionale di lettere e arti Misura.

Padre David Maria Turoldo

Padre David Maria Turoldo

Lionello Fiumi

Lionello Fiumi (a sin.)

Il Sindaco Gian Pietro Galizzi

Il Sindaco Gian Pietro Galizzi

Nell'editoriale del primo numero viene dichiarato il programma di lavoro: "noi non ci occuperemo che di ciò ch'è bello, di ciò ch'è festa dello spirito, di ciò che eleva".

Primo numero rivista Misura In particolare si rivendica "l'insopprimibile necessità della poesia". Soprattutto "in tanta miseria materiale e morale, in tanto sfacelo di valori, teniamo per fermo che il bisogno di poesia è più che mai impellente: come di farmaco che ci risollevi, che ci permetta di sperare ancora, e ad onta di tutto, nell'uomo, del quale siamo stati costretti a scoprire con ribrezzo misto a paura, sotto l'involucro d'ipocrisia, le stimmate orrende della belva".

Già nel secondo numero della rivista (del luglio agosto 1946) appare il Regolamento del "Premio di Poesia S.Pellegrino". Il primo punto recita: "Il concorso è aperto a tutti i poeti italiani che non siano stati distinti da altri premi, di tendenza moderna, improntata però a chiarezza sanamente italiana, e questo criterio, insieme con quello della schietta personalità dell'autore, informerà particolarmente la giuria". Gli autori potevano partecipare con poesie ancora inedite in volume, con un numero complessivo di almeno 500 versi. La somma a disposizione del Premio era abbastanza modesta, se confrontata con quella di altri premi nati successivamente: solo L. 50 mila (poi diventate 100 nel 47 e 200 nel 1949).

Parallelamente si indiceva anche un concorso per opere edite tra l'agosto del '45 e del '46, ma questo secondo concorso non dava diritto a un premio, ma solo ad una segnalazione; pertanto non ebbe molta importanza, per la limitata partecipazione degli autori e si esaurì nel 1947.

Il Premio assolse il suo compito con coerenza, anche se non mancarono momenti di critica, assolutamente comprensibili in ogni premio e tenendo conto delle diverse anime che nutrivano lo sviluppo della lirica e della letteratura italiana in quegli anni. La giuria era composita e contava personaggi del calibro di Francesco Flora, Ugo Betti, Giulio Caprin, Giuseppe Villaroel, Paolo Buzzi, Giancarlo Vigorelli, Giorgio Ferrante, oltre ad Alberico Sala e al suo Presidente Lionello Fiumi.

L'albo d'oro del Premio, comprende personaggi i cui nomi si sono persi con gli anni, ma altri che hanno resistito nel tempo con riconoscimenti sicuri:

  • nella prima edizione del 1946 vinsero il 1° premio ex-aequo Luigi Bartolini, Giacomo Falco e Fernanda Regàlia Fassy; tra i segnalati citiamo i seguenti autori: Fidia Gambetti, Gianfranco Cefis di Bergamo, Enrico Corbani di Bergamo, Luciano Gallina di Bergamo, Maria Lilith di Vicenza, Biagio Zagarrio di Viareggio, Enotrio Mastrolonardo di Chiavari; la speciale menzione per l'opera edita andò a Giannetto Valzelli, per una raccolta di poesie sulla vita dei Partigiani.
  • nella seconda edizione del 1947 vinsero il 1° premio ex-aequo Padre David M. Turoldo con Mario Stefanile e Maria Lilith; tra i segnalati citiamo i seguenti autori: Sandro Bevilacqua di Verona, Gianfranco Cefis ed Enrico Corbani di Bergamo, Carlo Falvella di Parma, Luciano Gallina di Bergamo, Angelo Romanò di Mariano Comense, Bortolo Sozzi di Bergamo; la speciale menzione per l'opera edita non venne assegnata per la scarsità di adesioni;
  • nella terza edizione del 1948 vinse il 1° premio Elpidio Jenco ; furono attribuiti i "Lauri" a Raul Diddi di Prato, Luigi Fiorentino di Siena, Luciana Frassati di Biella, Pier Luigi Mariani di Rieti, Carlo Martini di Milano, Franco Matacotta di Fermo, Niccolò Sigillino di Roma; tra i poeti menzionati ricordiamo: Gino Berbenni di Bormio, Paolo Cattaneo di Bergamo, Mario di Pinto di Napoli, Telesforo Giannetta di Bergamo, Paolo Volponi di Urbino;
  • nella quarta edizione del 1949 il nome del partecipante più accreditato fu quello di Corrado Govoni, che non poté essere premiato perché già vincitore di altri premi: pertanto vinsero il 1° premio ancora ex-aequo Gaetano Arcangeli e Pier Luigi Mariani; vennero inoltre distribuiti un "Lauro d'Oro di S.Pellegrino honoris causa" a Titta Del Valle di Firenze e un Lauro d'argento a Elio Filippo Accrocca di Roma (vincitore nel Premio del 1989); menzioni speciali per Giovanni Nascimbeni di Sanguineto, Don Angelo Ubiali e Martino Vitali di Bergamo;
  • nella quinta ed ultima edizione del 1950 il premio raggiunse il massimo della sua popolarità, con una partecipazione di 309 poeti, anche dall'estero, appartenenti a tutti i ceti sociali e professionali. Ci si può chiedere il motivo per cui non continuò questa esperienza, che allora aveva un nome alla pari degli altri grandi premi tipo il Viareggio: fu a causa del disimpegno degli enti turistici di Bergamo e di San Pellegrino, che polemicamente lasciarono l'incombenza sulle spalle dell'Amministrazione Comunale, che non poté continuare per motivi finanziari, pur con il dispiacere del sindaco- fondatore Prof. Galizzi. Quell'anno vinsero il 1° premio ex-aequo Luigi Fiorentino e Carlo Martini; i "Lauri d'argento" furono assegnati tra gli altri a Orazio Santini di Bergamo; le menzioni d'onore spettarono tra gli altri a Helle Busacca di Milano, Manrico Fiore di Napoli, Pietro Tirloni di Caravaggio e Renato Verdina di Bergamo.

il Segretario Coordinatore del Premio

(Bonaventura Foppolo)   




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