Comune di San Pellegrino Terme

ANTEA - Storia di una piccola comunità della Valle Brembana dal Trecento a oggi • Comune di San Pellegrino Terme

Provincia di Bergamo
Aggiornato il 15 Novembre 2022

ANTEA – Storia di una piccola comunità della Valle Brembana dal Trecento a oggi

Storia di una piccola comunità
della Valle Brembana dal Trecento a oggi
Bonaventura Foppolo

Libro promosso dall’Associazione Km28 di Antea
con il patrocinio e il contributo del Comune di San Pellegrino Terme
Novembre 2022

Le prime tracce di Antéa si trovano tra il XIII e il XIV secolo a Bergamo, dove operavano diverse persone di rango che si facevano chiamare “di Antìa”. Tra questi Giovanni di Lanfranco, cittadino di Bergamo, proprietario dei castelli di Spirano e di Medolago e di grandi estensioni di terre in pianura a metà del Trecento. Altri personaggi erano giudici, presbiteri, notai, il più noto dei quali era Castello de Castelli, l’autore della cronaca delle lotte tra guelfi e Ghibellini tra il 1378 e il 1407. All’inizio del periodo comunale Antea era comune autonomo, ma poi venne assorbita da San Gallo nel primo periodo della signoria dei Visconti e nella sua orbita rimase durante la dominazione veneta e oltre, fino al 1928, quando venne aggregata al Comune di San Pellegrino.

La storia di Antea nei secoli successivi non si discosta da quella delle contrade limitrofe: i suoi abitanti erano poveri contadini, boscaioli, allevatori, tessitori di rozzi panni di lana. L’emigrazione verso la città e verso orizzonti più lontani (a Genova, nelle Americhe e in Francia) continuò fino a metà del XX secolo, senza cambiare tuttavia di molto la loro sorte.

Li sosteneva la fede, che li ha portati a edificare nel Settecento una prima piccola chiesa e poi una più capiente, con uno sforzo economico enorme. Era forte, inoltre, lo spirito di comunità e il senso della famiglia che ha consentito loro di sopravvivere alle malattie, ai lutti, alle carestie, condividendo i momenti di gioia ai matrimoni, ai battesimi e nelle feste religiose, soprattutto quelle dedicate alla Madonna della Salute.

La presenza del cappellano ha costituito un elemento di coesione e di identità tra gli abitanti di Antea e, quando è venuto a mancare, è stato sostituito dall’iniziativa dei giovani che continuano a mantenere e valorizzare le tradizioni e contemporaneamente si aprono ad ogni proposta di modernità.

La ricerca si è avvalsa dei documenti conservati negli archivi delle parrocchie di San Gallo e Santa Croce, dei Comuni di San Giovanni Bianco e di San Pellegrino, della Curia di Bergamo, della Biblioteca Angelo Mai e dall’Archivio Storico di Bergamo, soprattutto nella sezione notarile.

Basandomi sulla documentazione notarile e sulla trascrizione dei dati delle nascite e delle morti della parrocchia di San Gallo (tra il 1675 e il 1918), effettuata da don Luca Sonzogni, anche lui, come me, originario di Antea ho potuto ricostruire le genealogie delle sei principali famiglie di Antea: Scanzi, Sonzogni, Orlandini, Foppolo, Avogadro, Galizzi. Per la famiglia Scanzi abbiamo avuto a disposizione una genealogia, ricostruita dal notaio Pietro Grataroli nel 1785, che risale fino al capostipite documentato nel 1381.

Qui sotto sono disponibili le genealogie delle sei principali famiglie di Antea. Abbiamo cercato di essere precisi e accurati, per quanto possibile, ma ci possono essere degli errori o delle omissioni, che gli interessati possono segnalare alla bibliotecaria per le opportune correzioni.



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