Comune di San Pellegrino Terme

San Pellegrino... In Sella! • Comune di San Pellegrino Terme

Welcome to San Pellegrino Terme
Aggiornato il 12 Maggio 2013

San Pellegrino… In Sella!

Informazioni

Partenza: San Pellegrino Terme (BG)
Arrivo: San Pellegrino Terme (BG)
Durata: ore 2,30 effettiva
Lunghezza: Km. 27,7
Dislivello: mt. 936
Difficoltà: Media
Ciclabilità: 99%

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Sulle pendici dei monti che sovrastano la cittadina termale di San Pellegrino (mt. 368), famoso: per le sue acque, per i suoi antichi splendori e per le costruzioni liberty, si sviluppa il bell’itinerario che permette di visitare l’ambiente della media Val Brembana. Arrivando da Bergamo, al primo semaforo giriamo a destra, attraversiamo il ponte e, dopo pochi metri, entriamo nel grande parcheggio in Via Piazzo. Iniziamo a pedalare sulla sede dell’ex linea ferroviaria, trasformata in pista ciclabile, in direzione di un ponticello; passiamo a fianco del Grand Hotel e, continuando diritto, superiamo una galleria che, in breve, porta al ponte per Dossena. Attraversiamo la strada asfaltata e saliamo, a sinistra, lungo il passaggio in cemento che porta alla frazione Cà de Rizzi. Proseguiamo, passando in tre gallerie illuminate, dopodiché, attraversando il ponte che scavalca il fiume Brembo, arriviamo alle porte di San Giovanni Bianco; continuiamo fino ad un parcheggio dove, a fianco di un supermercato, alcune indicazioni segnalano Cornalita. Seguendo alcuni tornanti con media pendenza, arriviamo alla frazione Cornalita (acqua) a mt. 563 (km. 7,5 – ore 0,30 – mt. 208 di dislivello), dove, ad una curva con un cartello di divieto alle moto, a sinistra inizia il bel sentiero che, con buon fondo, si sviluppa completamente nel bosco, alla base del Monte Sornadello. Prima in piano (al primo bivio tenere a destra) e poi con una serie di brevi salite che solamente in poche occasioni non permettono di stare in sella, (al secondo bivio tenere a sinistra in piano), passando per le “Terre rosse”, arriviamo in Val Grande. Attraversiamo il torrente, ignorando le indicazioni in rosso “Ronco”, e scendiamo subito a sinistra, fino a collegarci con un tratturo che sfiora la sorgente “acqua della fame” e continua in discesa (ignorare il bivio a destra in direzione di una casa isolata) all’ombra di un bosco di castagni . Usciamo in un prato e rapidamente siamo a Fuipiano al Brembo, (km. 11 – ore 0,50) dove, incrociando la strada asfaltata, curviamo a destra in direzione della chiesa. La pedalata continua, godendo di un’ottima vista panoramica sulla valle e sui monti che la circondano, zizzagando fra prati ben curati in mezzo alle frazioni Paccacorna e Cà Brusade . Ad Alino (mt. 687) , dopo aver fatto scorta di acqua alla fontana nella piccola piazza, seguiamo le indicazioni Cà Boffelli e Vettarola, montando un “rapporto agile” che permetta di affrontare facilmente la salita con una pendenza media dell’ 11,5%. Arrampicandoci sul fianco del Monte Molinasco, da Alino, in 25 minuti arriviamo a Vettarola (km. 17,1 – ore 1,35 – mt. 835 di dislivello); pedalando sotto il porticato del piccolo borgo (fontana), inserito in una zona veramente bella: vivace di colori e profumi sia in primavera che in autunno. Un tratturo tracciato nel prato , prima in leggera discesa e poi in salita (ignorare il bivio a destra), guida alla Cà Nova da dove un sentiero sale lungo una breve dorsale fino ad una grande stalla isolata , per poi piegare decisamente a sinistra, in piano , ai bordi del bosco. Ci immergiamo nella vegetazione, prestando la dovuta attenzione al sentiero abbastanza stretto, ma completamente ciclabile tranne per pochi metri. Pedalando sul tracciato principale, senza problemi di orientamento, sbuchiamo nuovamente in un prato che risaliamo sempre in sella puntando diritti al dosso superiore; incrociamo una strada sterrata realizzata nel 2006 che, con un ultimo breve sforzo, porta a Sussia (quota mt. 1066 – km. 20,3 – ore 1,55 – mt. 919 di dislivello). Dalla terrazza antistante la casa con le bandiere disegnate sulle pareti , scendiamo lungo la tecnica mulattiera (oppure a ritroso per la strada sterrata) che sfiora una chiesetta e termina incrociando lo sterrato, fino alla Santella di Madrera. Abbandoniamo la strada e percorriamo in piano il sentiero che ha inizio a sinistra della cappelletta, arrivando ad una specie di colletto dove curviamo a destra e cautamente perdiamo quota (al bivio tenere a sinistra), fino a trovarci sopra ad alcune ville recintate da una rete metallica. Giriamo a sinistra procedendo per pochi metri oltre la recinzione e, immediatamente a destra lungo un ripido tracciato che scende a tornantini fino ad incontrare un sentiero, curviamo a sinistra, pedalando su un fondo completamente piatto e senza ostacoli che taglia il fianco del monte terminando in Valle Borlezza, vicino ad un antico mulino diroccato (km. 24,3 – ore 2,15). Percorrendo lo sterrato che segue parallelamente il torrente, con due corti strappi, si giunge alla parte finale, su una ripida discesa cementata, fino ad Aplecchio (km. 25.4 – ore 2,20). Curviamo a sinistra per 200 metri, passando fra le case della frazione, fino al termine dell’asfalto dove troviamo un cartello “strada a fondo chiuso”. Pieghiamo a sinistra per una decina di metri e poi subito a destra, in discesa, per la mulattiera nel prato, in direzione della sottostante frazione Paradiso; a destra passiamo davanti alle case e proseguiamo diritto fino ad una mulattiera nel bosco che porta al ponticello della vecchia funicolare. Pedaliamo per una decina di metri a sinistra, verso l’acquedotto, infilando poi a destra in discesa la mulattiera che porta a San Pellegrino Terme, terminando con una serie di gradini alti che sfiorano le mura del Casinò. Ora, su asfalto a sinistra, e poi subito a destra superiamo il semaforo ed attraversiamo il ponte. Passando dietro al Grand Hotel ci apprestiamo a chiudere il bellissimo e divertente itinerario, ad anello che si concluderà al vicino parcheggio.

Buona pedalata e buon divertimento.

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